Una delle funzionalità più interessanti introdotte sulla piattaforma è rappresentata dai Post collaborativi Linkedin, uno strumento pensato per co-creare contenuti e distribuirli contemporaneamente su più audience personali o aziendali.
Questo meccanismo può potenzialmente espandere la portata del messaggio e condividere l’accesso ai dati di copertura e interazione tra tutti i partecipanti, offrendo nuove opportunità per le strategie di co-marketing e per la valorizzazione delle partnership commerciali.
In termini tecnici, un post collaborativo Linkedin è un formato nativo che permette a un profilo o a una pagina aziendale di condividere la titolarità di un contenuto pubblico per diverse tipologie di formato, inclusi testi, immagini, video, documenti in PDF, sondaggi ed eventi.
Cosa sono i post collaborativi Linkedin
I post collaborativi Linkedin nascono per rispondere all’esigenza di condividere la paternità di un progetto, il lancio di un prodotto o la realizzazione di un evento congiunto tra più realtà professionali.
Quando lavoro con le aziende B2B per ottimizzare la presenza su Linkedin, noto spesso la difficoltà nel far uscire i contenuti dalla bolla dei dipendenti diretti: questa funzione prova a risolvere il problema consentendo una pubblicazione incrociata nativa.
A differenza della classica menzione tramite tag (@nome), che si limita a notificare l’utente taggato lasciando il post visibile solo sul feed dell’autore, il post collaborativo appare direttamente sul profilo o sulla pagina di chi accetta la collaborazione.
I collaboratori invitati figurano chiaramente nell’intestazione del contenuto e ottengono l’accesso diretto alle metriche di coinvolgimento, come reazioni, commenti e condivisioni totali generati dall’aggiornamento.
Esistono tuttavia dei vincoli operativi precisi definiti dalla piattaforma per l’utilizzo di questa funzionalità:
- il post collaborativo deve essere necessariamente pubblico e può includere un massimo di cinque collaboratori per singola pubblicazione
- solo l’autore originale che ha creato il contenuto conserva i permessi per modificare il testo o gestire i collaboratori inseriti
I collaboratori invitati hanno comunque la piena facoltà di rifiutare l’invito prima della pubblicazione oppure di rimuoversi dal ruolo di co-autore in qualsiasi momento successivo, interrompendo l’associazione tra il post e la propria rete di contatti.
Come si crea un post collaborativo su Linkedin da profilo e da pagina
La procedura tecnica per attivare una collaborazione varia leggermente a seconda che l’operazione venga eseguita da un profilo personale oppure all’interno della gestione amministrativa di una pagina aziendale. In entrambi i casi, la piattaforma richiede che la funzionalità sia già abilitata sul profilo dell’utente.
Per pubblicare un contenuto condiviso da un profilo personale, la sequenza dei passaggi operativi è la seguente:
- accedere alla home page di Linkedin e fare clic sul pulsante “Crea un post”
- selezionare l’opzione “Aggiungi collaboratori” presente all’interno dell’interfaccia di composizione
- cercare le connessioni personali o le pagine aziendali target, selezionare i nomi desiderati (fino a un massimo di cinque) e salvare la configurazione prima di cliccare su “Pubblica”
Se invece l’operazione viene effettuata per conto di un’azienda, occorre accedere alla vista amministratore della pagina aziendale.
Da qui selezionare il pulsante “Crea” nel pannello di sinistra, scegliere l’opzione “Pubblica un post collaborativo”, aggiungere i partner desiderati e confermare l’invio.
Una volta lanciato il post, gli utenti o i super amministratori delle pagine invitate riceveranno una notifica di sistema per accettare o rifiutare la richiesta.
Come gestire e rimuovere i collaboratori dopo la pubblicazione
Può capitare la necessità di dover modificare i partner associati a un aggiornamento già online o di dover uscire da una collaborazione non più allineata alle proprie linee guida editoriali: per queste esigenze, Linkedin permette di gestire le modifiche direttamente dalle impostazioni del singolo contenuto.
L’autore del post può fare clic sull’icona con i tre pallini in alto a destra sul post, selezionare “Modifica post” e accedere alla sezione dedicata ai collaboratori per aggiungerne di nuovi o rimuovere i profili in attesa o confermati.
Se invece sei stato inserito come collaboratore e desideri rimuoverti, è sufficiente cliccare sui tre pallini del post e selezionare “Rimuovi il post collaborativo”: il contenuto rimarrà attivo sul profilo del creatore originale ma sparirà dal tuo feed e dal tuo storico.
Perché la visibilità organica su Linkedin richiede nuove strategie
Negli ultimi mesi il nuovo sistema che ha sostituito l’algoritmo di Linkedin ha ridotto in modo drastico la reach organica dei contenuti pubblicati dalle pagine aziendali. Spesso un aggiornamento pubblicato da un’azienda con migliaia di follower raggiunge solo una frazione minima di utenti, a meno che non venga sostenuto da adeguate campagne su Linkedin Ads o da un’attività strutturata di employee advocacy sui profili personali dei dipendenti.
Questa stretta sulla visibilità ha spinto molte organizzazioni a cercare scorciatoie o strumenti alternativi come le newsletter su Linkedin o, appunto, i post collaborativi. L’idea di fondo è che unendo le reti di contatti di più professionisti o di aziende partner si possa superare il limite imposto dall’algoritmo e generare un volume di interazioni più elevato senza costi pubblicitari diretti.
Tuttavia, quando si analizzano le performance reali di comunicazione nel B2B, occorre misurare con attenzione se l’aumento delle metriche di vanità (come le impression grezze) corrisponda realmente a un ingaggio di pubblico qualificato, infatti molti strumenti nati per estendere la reach organica rischiano di creare un’illusione di copertura se non vengono integrati all’interno di una strategia di posizionamento ben definita sui giusti decisori aziendali.
Post collaborativi Linkedin: pro e contro
Ho avuto modo di testare sul campo la funzione dei post collaborativi Linkedin lavorando con diverse aziende negli USA, prima del loro arrivo in Italia, analizzando l’impatto reale di questo formato sulla reach e sulla generazione di lead qualificati B2B. L’analisi dei dati emersi sul campo mostra chiaramente quali siano i reali vantaggi e i limiti di questo strumento.
L’unico vero “pro” reale riscontrato riguarda l’efficacia dei post collaborativi realizzati tra aziende diverse o con clienti partner: in questi casi l’incrocio delle audience consente di posizionare l’azienda davanti a un pubblico in parte nuovo, generando un reale ampliamento della coperture su target non ancora raggiunti.
Al contrario, i “contro” emergono in modo netto quando la collaborazione viene utilizzata internamente all’azienda coinvolgendo i propri colleghi o dipendenti.
Se il post collaborativo viene realizzato tra profili della stessa organizzazione, il contenuto aziendale continua a essere visto per circa l’80% esclusivamente dai colleghi stessi. Questa sovrapposizione del pubblico è facilmente verificabile analizzando le metriche tramite lo strumento Account Based Marketing di Linkedin, dimostrando che la collaborazione interna non produce una reale espansione della visibilità verso l’esterno ma ricircola il messaggio all’interno della medesima bolla aziendale.
Come integrare i servizi di consulenza per la tua strategia Linkedin B2B
La gestione della presenza su Linkedin non può affidarsi esclusivamente alle novità tecniche introdotte dalla piattaforma. Per ottenere risultati concreti in termini di posizionamento e acquisizione clienti occorre definire con precisione l’Ideal Customer Profile (ICP), strutturare la comunicazione dei profili chiave dell’azienda e utilizzare la piattaforma pubblicitaria in modo analitico. I miei servizi di consulenza e formazione B2B nascono per supportare le aziende in questo percorso di strutturazione strategica.
Attraverso percorsi su misura analizziamo la configurazione dei profili aziendali, l’integrazione tra il reparto marketing e la forza vendite tramite Linkedin Sales Navigator e l’ottimizzazione delle campagne di advertising. L’obiettivo non è semplicemente pubblicare contenuti, ma creare un ecosistema di comunicazione capace di intercettare le buyer persona target e generare opportunità commerciali misurabili.
Trattare strumenti come i post collaborativi, le newsletter o le sponsorizzazioni dai profili personali richiede un approccio metodologico che eviti gli errori più comuni e massimizzi il ritorno sull’investimento comunicativo dell’azienda.
Domande frequenti sui post collaborativi Linkedin
Quanti collaboratori si possono inserire in un post collaborativo Linkedin?
È possibile invitare un massimo di cinque collaboratori per ciascun post collaborativo, siano essi profili personali o pagine aziendali.
Cosa succede se un collaboratore rifiuta l’invito su Linkedin?
Se un utente o una pagina rifiuta l’invito, il post rimane pubblicato ed è visibile unicamente sul profilo o sulla pagina del creatore originale.
I collaboratori possono modificare il testo del post condiviso?
No, soltanto l’autore originale che ha creato il contenuto ha la possibilità di modificare il testo, i media allegati o la lista dei collaboratori.
I post collaborativi sono visibili anche se il profilo è privato?
No, la funzionalità dei post collaborativi è vincolata alla pubblicazione di contenuti completamente pubblici sulla piattaforma.
Le pagine aziendali possono accedere alle metriche di engagement del post collaborativo?
Gli amministratori delle pagine aggiunte come collaboratori possono analizzare le prestazioni generali nei dati analitici della pagina, mentre le metriche di dettaglio in tempo reale sono visibili principalmente sui profili personali coinvolti.